L’attacco aeroporto Dammam è stato confermato dall’Arabia Saudita al King Fahd International Airport nella serata di domenica 11 ottobre, in un contesto di minacce crescenti all’aviazione civile. L’episodio accresce l’incertezza per chi usa gli aeroporti sauditi e per i voli internazionali che attraversano la regione.
Attacco aeroporto Dammam dopo un proiettile caduto vicino
L’episodio di domenica è avvenuto il giorno successivo alla dichiarazione della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, secondo cui un proiettile era caduto nei pressi del King Fahd International Airport.
L’Autorità generale dell’aviazione civile saudita ha riconosciuto il successivo attacco, ma le autorità non hanno ancora pubblicato una valutazione completa delle conseguenze. Non è chiaro se abbiano subito danni terminal, piste, apparati di navigazione, aeromobili o altre strutture.
Non esiste un bilancio attendibile delle vittime per l’episodio di Dammam. Le autorità non hanno inoltre confermato se l’aeroporto abbia sospeso arrivi o partenze, quanti voli siano stati ritardati o cancellati, né se alcuni aerei siano stati dirottati verso altri scali.
Il King Fahd International serve Dammam e la più ampia Provincia Orientale, comprese Dhahran e Al Khobar. La sua posizione vicino al Bahrein lo colloca anche accanto a rotte aeree molto trafficate del Golfo.
Vittime a Riyadh e sospensioni delle compagnie aggravano i disagi
I dati iniziali delle autorità aeronautiche saudite indicavano almeno 12 morti e 309 feriti nell’attacco di sabato al King Khalid International Airport di Riyadh.
Tra le vittime figuravano cittadini sauditi e persone di altre nazionalità. Un ulteriore proiettile avrebbe colpito il Terminal 4 domenica, provocando un incendio e altri feriti, mentre lo scalo affrontava sospensioni operative e disagi per i servizi passeggeri internazionali.
Diverse compagnie hanno modificato le operazioni su Riyadh, ma queste misure non indicano restrizioni equivalenti a Dammam.
| Compagnia aerea | Misura segnalata per Riyadh |
|---|---|
| Emirates | Cancellazioni dei voli l’11 e il 12 ottobre |
| Etihad Airways | Cancellati diversi collegamenti Abu Dhabi-Riyadh |
| Lufthansa Group | Voli sospesi fino al 16 ottobre |
| SriLankan Airlines | Voli sospesi fino al 18 ottobre |
L’avvertimento degli Houthi va oltre gli aeroporti sauditi
Il movimento Houthi dello Yemen ha rivendicato gli attacchi alle strutture aeronautiche di Dammam e Riyadh e ha invitato le compagnie a non utilizzare aeroporti e spazio aereo sauditi.
L’avvertimento escluderebbe gli aeroporti che servono La Mecca e Medina. Il gruppo ha anche rivendicato attacchi contro impianti energetici di Saudi Aramco.
Si tratta di rivendicazioni di una parte coinvolta nel conflitto, non di una conferma indipendente sulle armi impiegate, sui punti d’impatto precisi o sui danni causati. Le compagnie devono comunque valutare le minacce dichiarate insieme all’attività militare, a possibili intercettazioni e ai rischi per gli aerei civili.
I sorvoli internazionali potrebbero subire deviazioni
Anche i voli che non partono né atterrano in Arabia Saudita potrebbero dover seguire rotte più lunghe o diverse, qualora compagnie o autorità imponessero nuove restrizioni.
Lo spazio aereo saudita è attraversato da traffico tra Europa, Asia, Africa e Golfo. È inoltre diventato parte delle rotte alternative usate dai vettori che evitano altre aree del Medio Oriente interessate da conflitti.
Un attacco a un aeroporto non comporta automaticamente la chiusura dello spazio aereo di un Paese. L’impatto sui sorvoli dipende dalle restrizioni di volo ufficiali, dalle decisioni di sicurezza delle compagnie e dalle informazioni operative verificate. Non è disponibile un conteggio confermato di aeromobili di Paesi terzi deviati nello specifico a causa dell’episodio di domenica.
La posizione di Dammam vicino al Bahrein significa che eventuali restrizioni nell’Arabia Saudita orientale potrebbero complicare la pianificazione dei collegamenti con Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman. Non vi sono prove verificate della chiusura di tutti gli aeroporti del Golfo o dei principali corridoi aerei della regione.
L’organizzazione di valutazione dei rischi aeronautici OPSGROUP ha segnalato preoccupazioni per restrizioni temporanee, disturbi GPS e spoofing della navigazione, ossia falsi segnali che possono ingannare i sistemi dell’aeromobile. Interferenze alla navigazione sono state segnalate anche nell’area di Dammam. L’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea ha pubblicato indicazioni sulle zone di conflitto che coprono i rischi in parti del Medio Oriente, compreso lo spazio aereo saudita.
Cosa dovrebbero fare ora i viaggiatori
I passeggeri dovrebbero verificare direttamente con la compagnia lo stato del proprio volo e di eventuali coincidenze prima di recarsi in aeroporto.
- Chi è coinvolto nelle sospensioni previste fino alle date indicate dovrebbe contattare il vettore per le opzioni di riprenotazione o rimborso.
- Chi prenota un viaggio a breve dovrebbe preferire tariffe e alloggi con condizioni flessibili di modifica o cancellazione.
- I passeggeri in transito in altri Paesi del Golfo dovrebbero seguire l’intero itinerario: una deviazione può influire anche su voli che non atterrano in Arabia Saudita.
- Notizie, immagini e video sui social media vanno trattati con prudenza finché autorità o compagnie non li avranno verificati.
I viaggiatori non dovrebbero dare per scontato che il King Fahd International sia completamente chiuso o operi normalmente finché l’aeroporto o la compagnia non ne confermeranno lo stato. Ulteriori valutazioni ufficiali dei danni e restrizioni ai voli chiariranno quali cambiamenti seguiranno.



